martedì 5 marzo 2013

Gli irrinunciabili


Viviamo in tempo di ristrettezze con un portafoglio pieno solo di ragnatele e un conto in banca che grida vendetta. Mi sono quindi messa a pensare a quei 10 pezzi a cui non vorrei mai rinunciare anche se finissi sul lastrico (e comunque ci sono quasi vicina...).
  1. IL CAPPOTTO. Io che odio con tutta me stessa i piumini, d'inverno non posso certo privarmi di un bel cappotto. Lo preferisco avvitato e non troppo lungo. Per quanto riguarda il colore, tutti tranne il cammello perché, signora mia, mi sbatte proprio...
  2. LA CAMICIA BIANCA. Il titolo del mio blog lo doveva far immaginare... Secondo me sta alla base di ogni guardaroba che si rispetti. Dunque più camicie bianche per tutti!!!
  3. UNA BORSA CAPIENTE. Tra me le le clutch non c'è e forse non ci sarà mai amore. Io sono il tipo che si vuole portare dietro la casa anche nelle serate speciali. E se poi ti fai male e hai bisogno di un cerotto? Se ti dovesse venire il ciclo con 20 giorni di anticipo e ti servissero degli assorbenti lunghi con ali? E se ci fosse un'emergenza da dover ricorrere ad un trapano a tazza? Io non mi voglio far trovare impreparata...
  4. IL BASCO. In generale i cappelli mi piacciono tutti, ma negli ultimi anni sto apprezzando il fascino traverso del basco anche se più spesso lo indosso "incastrato" sulla testa così da coprire pure le orecchie. Il mio preferito rimane il basco nero in panno, ma sono graziosi anche quelli in lana.
  5. I JEANS. Se fossi un poeta scriverei un'ode per decantare i loro pregi e la loro versatilità. Ma penso che l'unico modo per rendere loro onore sia indossarli indossarli e indossarli...
  6. Il DOLCEVITA NERO. Lo infilo e mi sento subito molto esistenzialista. Così mi immagino a conversare di filosofia con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir al Café de Flore a Parigi...
  7. LA T-SHIRT. Rigorosamente di cotone perchè il sintetico proprio no. Ci accompagna d'estate come d'inverno. La sua semplicità è proverbiale. Non a caso Nino D'Angelo cantava  Nu jeans e na maglietta parlando di  una ragazza semplice e acqua e sapone...(lo ammetto da ragazzina ho pure visto il film, ma solo perché mi annoiavo molto...)
  8. LE SNEAKERS. Ecco, io senza di loro non potrei camminare e fare le cose di tutti i giorni. Non so dove abitiate e quale sia lo stato delle strade delle vostre città, ma Roma è un distastro: marciapiedi disconnessi, buche, sampietrini assassini... Con un paio di sneakers ai piedi tutto diventa più facile: lo slalom tra le macchine, gli attraversamenti pedonali, le scale della metropolitana...Secondo me sono il vero strumento di liberazione della donna, altro che la pillola anticoncezionale!!!
  9. Il FONDOTINTA. Il fluido dei miracoli, così mi piace chiamarlo. In pochi secondi ti trasforma da mostro della laguna nera a essere umano. Ho capito che se voglio avere una vita sociale dignitosa e non far spaventare i bambini (e gli adulti) per strada devo assolutamente spalmarmelo ogni mattina sulla faccia...
  10. Il REGGISENO. Se fossi stata femminista è probabile che al momento di bruciare i reggiseni avrei  trovato una scusa e mi sarei defilata. Nel 1998 al Victoria and Albert Museum a Londra visitai la sezione moda e alla fine del percorso trovai, come ultimo pezzo della collezione, il Wonderbra, maestosamente esposto in una teca di vetro... Quale modo migliore per celebrarlo?