lunedì 14 gennaio 2013

Un tocco di senape

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Tra i colori di quest'anno c'è il senape, una bella tonalità di giallo molto adatta a scaldare gli outfit invernali.  Mi piace molto, ma non so se mi ci vedo, temo che possa fare da "ammazzacolorito", anche se,  pensandoci meglio,  il mio colorito è già morto e sepolto...!
Ovviamente sta benissimo alla signorina bionda e svizzera qui su, la "bambola di porcellana" della blogosfera, che speri solo che a renderla così eterea non sia stata Madre Natura, ma palate su palate di photoshop... 

domenica 6 gennaio 2013

Anno che va, anno che viene


Ho messo questa immagine perché in questo momento che scrivo ho i piedi freddi… Anche io ho su un paio di calzini (non così carini però) e nonostante questo i miei piedi sono due pezzi di ghiaccio. Non scrivo dal polo Nord, ma da casa mia e il termostato indica 22.7°, praticamente la temperatura media in Nuova Caledonia. Di sicuro se mi trovassi a scrivere da lì non avrei freddo ai piedi, starei sulla spiaggia a mangiarmi un ghiacciolo…

Ovviamente il post non vuole essere dedicato allo stato termico dei miei piedi (per queste cose c’è Facebook), ma come ogni blogger che si rispetti , volevo dedicarlo alle riflessioni sulla fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo.

Vorrei poter postare foto fatte su Instagram dei miei outfit favolosi sfoggiati durante le feste, ma primo, non ho Instagram, secondo non ho sfoggiato nessun outfit  favoloso… Il Natale e il Capodanno sono trascorsi tranquilli, ma sulla mia testa aleggiava una specie di nuvoletta scura che non mi ha fatto godere appieno questi giorni. Forse il motivo è che il 21 dicembre, invece della fine del mondo predetta dai Maya, c’è stato il mio ultimo giorno di lavoro?

In ufficio abbiamo anche organizzato un piccolo party di Natale (come si fa tutti gli anni), ma l’atmosfera non era molto festiva e non perché di lì a poco ci sarebbe stato un cataclisma che avrebbe spazzato via l’umanità tutta, ma perché forse un "cataclisma" c’è già stato e ora tocca ripartire dalle macerie…

 Non sto a raccontare la situazione del posto in cui lavoro (anzi lavoravo!) perché sarebbe inutile e noioso, comunque sta di fatto che dopo due anni non lavorerò più lì, a meno che non avvenga un vero e proprio miracolo in stile commedia hollywoodiana piena sui buoni sentimenti.

Il 2012 è stato l’anno della stabilità, ho lavorato in un posto, diciamo, protetto, dove potevo svolgere la mia attività con calma e con i miei tempi, dove non c’era un capufficio che mi alitava sul collo o colleghi che volevano farmi le scarpe. Nel complesso è stata un’esperienza bellissima anche a livello umano, mi sentivo quasi a casa…

Il 2013 per ora è un’incognita, ma spero che sarà l’anno della vera svolta, in cui magari troverò la mia strada e finalmente capire che voglio fare davvero nella vita…